Halo Infinite, problemi di sviluppo e rinvio: per Schreier la causa è l'outsourcing

Halo Infinite, problemi di sviluppo e rinvio: per Schreier la causa è l'outsourcing
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In una serie di messaggi condivisi sui social da Jason Schreier, il noto giornalista videoludico ha citato l'eccessivo ricorso allo sviluppo in outsourcing da parte di Microsoft come la causa principale dei problemi che hanno comportato il posticipo al 2021 di Halo Infinite.

Nel lanciare il suo ultimo approfondimento sullo stato dell'industria dell'intrattenimento digitale e sulla scarsa attenzione data alle migliaia di lavoratori del settore, l'ex editor di Kotaku attualmente in forze presso Bloomberg News ha trattato la spinosa questione dello sviluppo in outsourcing, ossia affidato ad aziende terze o a dipendenti con contratti atipici.

Stando a Schreier, infatti, "le aziende videoludiche affermano di servirsi di contratti a progetto per occupare lavoratori a tempo determinato o per aumentare e diminuire dinamicamente la forza lavoro in base alle proprie necessità. Ma in alcuni studi, certi dipendenti rimandono per anni nella speranza di un impiego a tempo pieno, e nel frattempo lottano come possono per guadagnarsi da vivere".

Il giornalista di Bloomberg fa poi l'esempio della casa di Redmond e spiega che "in Microsoft, i lavoratori a progetto possono essere impiegati solo fino a un massimo di 18 mesi, ma con la possibilità di tornare dopo una pausa di sei mesi. Microsoft utilizza così tanti lavoratori in outsorcing che questo sistema sta comportando diversi attriti e molti problemi per quei giochi che richiedono più di 4 anni per poter essere portati a compimento. In giochi come Halo Infinite, tutto ciò ha prodotto degli effetti dirompenti nello sviluppo".

Oltretutto, è di pochi giorni fa la notizia del ritorno in 343 Industries del veterano di Bungie Joseph Staten per guidare lo sviluppo di Halo Infinite, un indizio del probabile rinvio a lungo termine del kolossal sparatutto di Microsoft.

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