Horizon Forbidden West, così si fa un sequel! Vi spieghiamo cos'ha di speciale

Horizon Forbidden West: Recensione PS5
Recensione: Multipiattaforma
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Dopo aver Il nostro Giuseppe Arace ha trascorso un bel po' di giorni a spasso per l'Ovest Proibito, rimanendo incantato dinanzi a panorami mozzafiato e combattendo macchine inferocite. Ha così scoperto un sequel perfetto, che non rivoluziona ma affina le qualità del suo predecessore. Vi raccontiamo Horizon Forbidden West.

Complice la sua natura cross-generazionale, Forbidden West non stravolge l'intelaiatura ludica del già ottimo Horizon Forbidden West, preferendo limarne gli aspetti più spigolosi e massimizzarne i punti di forza. L'operazione, a nostro modo di vedere, è perfettamente riuscita, andando a rappresentare un vero e proprio manuale di come si fa un sequel.

L'Ovest è di una bellezza stupefacente e Aloy può esplorarlo in tanti modi nuovi: scalando tipologie di superfici prima precluse, nuotando sott'acqua, usando il rampino e facendo affidamento su diversi tipi di gadget. L'open world è incredibilmente esteso, ma non è mai soverchiante, né soffre della sindrome dell'accumulo indiscriminato patita da alcuni congeneri, anche illustri. Servono circa 25-30 ore per giungere ai titoli di coda, che aumentano se si ha voglia di completare ogni incarico, una durata a nostro modo di vedere consona alla tipologia di esperienza.

Con Forbidden West, Horizon è giunto a completa maturazione e ha gettato le basi per il futuro. C'è molto altro da dire, pertanto vi invitiamo a guardare la Video Recensione in apertura di notizia e a leggere la recensione di Horizon Forbidden West curata dal nostro Giuseppe Arace.

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