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LoL affaire Echo Fox: una telenovela senza fine, il declino dell'organizzazione

LoL affaire Echo Fox: una telenovela senza fine, il declino dell'organizzazione
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Un importante investitore di Echo Fox ha affermato che Rick Fox, fondatore dell'organizzazione finito negli scorsi mesi - in qualità di persona offesa - in un affaire a base di epiteti razzisti, avrebbe mentito durante la sua intervista con Richard Lewis.

Secondo lo scoop di Upcomer (in cui potete leggere in maniera dettagliata tutte le contestazioni), alla redazione del sito sarebbe pervenuta una mail da un investitore di Echo Fox che ha preferito rimanere anonimo.

Nel corpo della mail la gola profonda avrebbe affermato che Rick Fox avrebbe mentito riguardo alla vendita della società e al conseguente rimpasto del consiglio di amministrazione, a seguito dello scandalo susseguente le offese razziste ammesse dello stesso autore, Amit Raizada (peraltro amico di vecchia data dello stesso Rick Fox.

Gli insulti, dunque, sarebbero reali, mentre non sarebbe stato questo il motivo per cui Riot Games voleva che Echo Fox uscisse dall'LCS. Per Riot il problema fondamentale sarebbe stato il ripianamento del debito della società, cosa che stava avvenendo per vie poco limpide.

Non solo: dalle spiegazioni date nella mail anonima, sarebbe proprio Rick Fox la principale causa del malessere (economico e non solo) della società, in quanto “interessato solo alla fama”, “mai in ufficio” e “incapace di gestire economicamente l'organizzazione”. L'investitore avrebbe affermato che il debito degli Echo Fox – provocato dalla cattiva gestione di Rick Fox – era in mano ai Twin Galaxies. Jace Hall, il presidente dei Twin Galaxies, avrebbe di vendere il debito a chiunque fosse stato interessato, e Raizada si sarebbe semplicemente offerto di appianare il debito.

Anche l'accordo di cessione dello slot LCS non sembra essere avvenuto in maniera pacifica. Rick Fox ha affermato che c'è stata una situazione di stallo nel decidere quale soluzione perseguire: l'offerta Kroenke Sports and Entertainment o l'offerta Dick Clark Productions (un gruppo che ha una partecipazione nella casa madre del Team Liquid, aXiomatic).

In realtà l'anonimo investitore afferma che Rick Fox avrebbe votato per DCP e tutti gli altri avrebbero votato per Kroenke, e che Fox avrebbe posto al consiglio di amministrazione un ultimatum: avrebbe venduto a DCP o sarebbe uscito dalla società, perché non avrebbe accettato un accordo con Kroenke. Dopo aver visto tutti gli altri favorevoli all'accordo di Kroenke, però, Fox avrebbe sostenuto quest'ultima soluzione.

L'anonimo investitore avrebbe anche confermato che la vendita dello slot LCS rappresenta il lento declino dell'organizzazione che vedrà di sicuro la "morte" del team.

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