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Il profilo social Deputati PD e il Deputato Carmelo Miceli hanno iniziato una battaglia contro Mafia City, videogioco social in realtà non nuovissimo (è stato lanciato nel 2017) ma che in queste settimane è al centro di una martellante campagna pubblicitaria su Facebook e altri canali.

Secondo l'accusa, e citiamo direttamente "parliamo di un gioco al quale stanno partecipando milioni di ragazzini (la pagina Facebook ha abbondantemente superato 1 mln di like!) che calandosi nei panni di un boss, tra saccheggi, occupazioni, pestaggi e omicidi puntano a fare diventare il proprio Clan tra i più forti della “mafia italiana” e a ottenere il titolo di Capo dei Capi."

Mafia City viene definito "un subdolo strumento di propaganda mafiosa e di istigazione alle pratiche delinquenziali" con il gioco che darebbe un accezione positiva alla mafia rischiando di avere un effetto negativo sulle menti dei giocatori più giovani. Carmelo Miceli fa sapere di non poter accettare l'esistenza di un simile passatempo e per questo depositerà una interrogazione parlamentare per capire come il gioco possa avere così ampia diffusione, chiedendone al tempo stesso la rimozione dai social network.

Nei commenti sotto il post sui social sono tanti a scagliarsi contro le accuse, non tanto al videogioco in questione, quando al mondo dei videogiochi, troppo spesso preso di mira dalla politica e dai media generalisti italiani. Molti si chiedono, tra le altre cose, come mai si sia deciso di prendere di mira un simile prodotto, ignorando come da decenni esistano serie TV, libri e film che trattano i medesimi argomenti, spesso anche in modo più crudo e diretto di quanto non accada in Mafia City.

In realtà, proprio la serie Gomorra è stata a più riprese accusata di promuovere un certo tipo di "stile di vita mafioso" in modo involontariamente positivo. Polemiche sempre finite nel nulla, e probabilmente mai arrivate fino al punto da richiederne la cancellazione.
Se l'accusa di essere una subdola manovra per promuovere lo stile di vita mafioso, sembra essere eccessiva, c'è da dire che, almeno in una delle pubblicità che girano sui Social e che vengono utilizzate per promuovere Mafia City, il messaggio veicolato è a tratti quantomeno discutibile, sopratutto vista la semplicità del gameplay, delle scelte sottoposte ai giocatori, del tipo di personaggi e del loro "modello di crescita" (da crook, letteralmente criminale di basso rango, a hitman (assassino/killer) fino al classico Boss e poi "capo dei capi) e delle situazioni messe di fronte ai giocatori.

Non solo dal punto di vista del ruolo dei vari "livelli di status mafioso" rispetto ai normali cittadini, ma anche che del ruolo che soldi, donne e corruzione hanno nel contesto di crescita e del modello vincita / perdita insito nella tipologia, molto semplice, del videogioco in questione. Forse proprio la semplicità del gameplay, l'assenza di un contesto narrativo che dia la giusta connotazione negativa ai vari "livelli mafiosi", rende la pubblicità non esattamente edificante, ma certamente efficace, di certo gli sviluppatori sono riusciti a farsi notare.
Ma potete giudicare voi stessi, guardando il video in alto nella notizia. Cosa ne pensate?

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