Molestie e discriminazioni nel mondo dei videogiochi: la condanna dell'IGDA

Molestie e discriminazioni nel mondo dei videogiochi: la condanna dell'IGDA
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Il mese di giugno ha visto emergere in seno all'industria videoludica un importante dibattito legato ai temi del benessere e della sicurezza sul posto di lavoro.

A scatenare la riflessione sono state, tra gli altri, le accuse rivolte a Chris Avellone e le indagini interne in corso in Ubisoft: in entrambi i casi, al centro delle vicende si trovano presunti casi di molestie sessuali. In tale contesto, la IGDA (International Game Developers Association) ha deciso di pubblicare un comunicato, nel quale prende posizione e affronta il tema della discriminazione delle sicurezza sul posto di lavoro all'interno dell'industria videoludica.

"Nel corso delle ultime settimane, - si legge - molte persone coraggiose hanno condiviso le proprie esperienze di discriminazione, aggressione e molestie sessuali all'interno dell'industria videoludica e nell'ambito di nostri eventi. [...] È essenziale per noi riconoscere i fallimenti che hanno condotto a queste situazioni e collaborare per assicurarci che l'industria del videogioco sia inclusiva, solidale, e sicura per tutti gli sviluppatori. [...] Tutti gli sforzi per assumere donne sono vani se queste sono molestate o fatte percepire come sgradite all'interno dell'industria e agli eventi del settore [...]"

Secondo l'ultimo Developer Satisfaction Survey diffuso dall'IGDA ha riportato che il 71% delle compagnie videoludiche hanno una politica di non-discriminazione, mentre il 64% ne ha una nei confronti delle molestie sessuali. Tuttavia, solo nel 59% dei casi queste linee di condotta risultavano correttamente implementate, con il 65% degli intervistati che dichiarava di non percepire l'industria come un luogo di pari opportunità per tutti.

FONTE: IGDA
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