Netflix tira in ballo i giochi violenti per minimizzare le frasi transfobiche di Chappelle

Netflix tira in ballo i giochi violenti per minimizzare le frasi transfobiche di Chappelle
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Le polemiche generate dal controverso The Closer, comedy special di Dave Chappelle disponibile su Netflix, non si sono ancora esaurite, arrivando ad investire anche il mondo dei videogiochi.

Chappelle, attore, sceneggiatore e comico statunitense nato a Washington D.C. e cresciuto artisticamente a New York City, ha attirato molte critiche per alcune battute che ha pronunciato nel suo ultimo special comico, giudicate transfobiche. Tra le altre cose, si è schierato nel "Team TERF" (Trans-Exclusionary Radical Feminists), ossia un movimento femminista che rifiuta di considerare le donne trans come delle vere donne.

I più critici (tra i quali figurano anche diversi dipendenti di Netflix) ritengono che il pensiero di Chappelle possa influenzare in maniera molto negativa l'opinione pubblica in merito a temi così delicati ed importanti, favorendo quindi l'odio e la violenza nei confronti di gruppi di persone già emarginate. Tra i più strenui difensori del comico c'è tuttavia Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, che in un comunicato ufficiale ha fatto sapere che Netflix "crede fermamente che i contenuti a schermo non si traducono in maniera diretta in episodi di violenza nel mondo reale".

Per rinforzare la sua opinione, Sarandos ha persino tirato in ballo i videogiochi violenti. Il boss di Netflix ha fatto notare che, nonostante l'aumento del tasso di violenza nel mondo del gaming, i crimini in molti paesi sono diminuiti. In altre parole, il fatto che i videogiochi violenti negli ultimi decenni abbiano coesistito con la diminuzione dei tassi di criminalità, dimostrerebbe che lo spettacolo di Netflix non può arrecare alcun danno nel mondo reale. "Gli adulti possono guardare la violenza e gli abusi - o divertirsi con degli stand-up comedy scioccanti - senza causare del male agli altri", ha dichiarato.

Cosa ne pensate delle parole di Sarandos? Nel frattempo, un gruppo di dipendenti transessuali di Netflix ha organizzato una marcia di protesta, prevista per mercoledì 20 ottobre.

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