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Dopo la meritata pausa di fine anno, Danny O'Dwye e il suo Noclip tornano con una nuova serie di documentari dedicati a Warframe e a Digital Extremes, il team di sviluppo che ha creato il celebre sparatutto free-to-play.

Il primo episodio è incentrato sulla storia dello studio e sul lungo percorso che ha portato alla nascita di Warframe nel 2013. Il documentario comincia con una retrospettiva della carriera di James Schmalz: il fondatore di Digital Extremes cominciò a muovere i primi passi da sviluppatore sul finire degli anni 80, quando pubblicò Legends of Murder. Nel 1992 creò Solar Winds, gioco che gli aprì le porte di Epic Games (allora Epic Megagames), e fu così che cominciò la fruttuosa collaborazione che portò alla fondazione di Digital Extremes e alla nascita dello storico FPS Unreal. Nei primi anni 2000 le strade di Epic Games e Digital Extremes si divisero, e fu in quel periodo che venne realizzato il primo concept di quello che conosciamo oggi come Warframe, ma che allora si chiamava Dark Sector. Dopo essere stati respinti da numerosi publisher, gli sviluppatori decisero di adattare il proprio progetto alle esigenze del mercato modificandolo profondamente, e così nacque il Dark Sector che tutti conosciamo, quello pubblicato nel 2008 su PC, PS3 e Xbox 360. Nel frattempo lo studio per far quadrare i bilanci collaborò allo sviluppo di giochi di terze parti, come il porting PS3 di Bioshock, il multiplayer di Bioshock 2, Homefront e The Darkness 2. Nonostante ciò, il continuo aumento dei costi di sviluppo portò l’azienda sull’orlo della bancarotta e fu allora che, osservando il successo di giochi come World of Tanks, i membri di Digital Extreme decisero di puntare tutto su un free-to-play, che doveva essere lanciato nel giro di 12 mesi allo scopo di salvare la software house e i suoi 250 impiegati. Si decise così di ripescare il concept originale di Dark Sector, che rinacque nel 2013 proprio con il nome di Warframe. Purtroppo anche in questo caso inizialmente i publisher si dimostrarono riluttanti di fronte alla proposta di Digital Extreme, poiché il gioco sembrava troppo ambizioso per poter supportare una struttura free-to-play. Per scoprire il resto della storia non possiamo fare altro che attendere il secondo episodio della docu-serie di Noclip.

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