Peter Moore racconta l'ultima goccia che lo ha convinto a lasciare SEGA

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I rapporti tra Peter Moore, ai tempi a capo di SEGA of America, e la compagnia giapponese si erano già incrinati con il fallimento del Dreamcast, ma l'episodio che sancì definitivamente la rottura avvenne durante un successivo incontro con lo sviluppatore di Sonic Yuji Naka, persona di fiducia dell'azienda.

L'aneddoto proviene da un'intervista del nuovo CEO del Liverpool FC concessa a Gixel, nella quale ripercorre la sua carriera. Moore inizia ad occuparsi del marketing americano di SEGA nel 1998, lasciando l'azienda sportiva Rebook. Nonostante un buon lancio in territorio statunitense, il Dreamcast finì col fallire. All'allora presidente di SEGA of America fu quindi assegnato l'ingrato compito di comunicare l'uscita della compagnia dal settore hardware.

SEGA, divenuta così una società che sviluppava solo software, dovette iniziare a collaborare con i produttori di console contro i quali Moore aveva "combattuto" a colpi di marketing. Secondo quanto dichiarato da Moore, SEGA non sarebbe stata capace di recepire il mutamento in corso nell'industria videoludica. Nel tentativo di aprire gli occhi alla compagnia, Moore organizzò un focus group composto da ragazzi di 18/19 anni ai quali chiese un parere sulle compagnie produttrici di videogiochi. I ragazzi dichiararono di vedere SEGA come "un nonno", e che "una volta era cool", senza però ricordarne il perché. Il tutto fu registrato, e il passo successivo fu quello di volare in Giappone per riportare questa testimonianza video.

"All'interno della stanza era presente il creatore di Sonic, Yuji Naka, e abbiamo visto il video sottotitolato in giapponese", ha raccontato Peter Moore. "Arrivati a quella parte (riportata sopra), Naka batté i pugni sul tavolo esclamando: «È ridicolo, sei stato tu a fargli dire queste cose. SEGA è un grande brand, nessuno potrebbe dire una cosa del genere, hai falsificato il video!». A quel punto chiesi al traduttore di mandarlo a quel paese, e fu l'ultima volta che misi piedi lì".

L'accusa di falsificazione convinse definitivamente Moore dell'incapacità di SEGA di riconoscere i trend dell'industria, e secondo lui gran parte della colpa era da attribuire ai maggiori sviluppatori della compagnia, come Naka e il creatore di Shenmue, Yu Suzuki.

FONTE: Polygon
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