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Il nuovo PlayStation Plus non è come Xbox Game Pass: cosa cambia e quali sono le differenze

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L'annuncio ufficiale del nuovo PlayStation Plus ha comprensibilmente calamitato l'attenzione di molti. Scopriamone insieme le caratteristiche, nonché il motivo per cui non può essere definito il Game Pass di Sony.

Il nuovo PlayStation Plus proposto da Sony offre tre tipi di abbonamenti, ognuno dei quali offre all'utente contenuti digitali e bonus aggiuntivi. Il tier Essentials (8.99 euro al mese o 59.99 euro l'anno) consente di scaricare due giochi gratis al mese, usufruire di sconti esclusivi e dello spazio Cloud per i salvataggi, e include anche l'accesso al multiplayer online. Oltre a tutto questo, il tier Extra (13.99 euro al mese o 99.99 euro l'anno) comprende nell'offerta oltre 400 titoli da scaricare giocabili su PS4 e PS5, e in quello Premium (16.99 euro al mese o 119.99 euro l'anno) troverete in aggiunta i classici della libreria PS1, PS2 e PSP, oltre ad una selezione di giochi per PlayStation 3 giocabili esclusivamente in streaming.

Seppur ricca e sicuramente più allettante della versione tradizionale del PlayStation Plus, l'offerta di Sony non sembra voler competere direttamente con quella di Xbox Game Pass di Microsoft, che continua a proporre un rapporto qualità/prezzo per l'utente semplicemente inarrivabile. La differenza più evidente, al momento, è la presenza di esclusive Xbox al day one, cosa che invece non accade nel caso di PlayStation Plus.
Sul versante dei prezzi, PlayStation Plus costa più del servizio Microsoft se acquistato singolarmente, ma meno se invece opterete per la soluzione annuale (è però vero che l'abbonamento a Xbox Game Pass viene spesso venduto in super sconto).

Jim Ryan ha affermato che nel futuro dei videogiochi vede come principali protagonisti i live service e non gli abbonamenti, una visione che viene supportata dalla casa nipponica con la recente acquisizione di Bungie, gli autori di Destiny.

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