PS5 e blocco della console per chi viene bannato: Sony perde il ricorso in Brasile

PS5 e blocco della console per chi viene bannato: Sony perde il ricorso in Brasile
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Nel dicembre dello scorso anno, un giudice della Corte di Giustizia di San Paolo (Brasile) ha dato ragione agli utenti bannati da Sony nella causa intentata contro il colosso tecnologico giapponese per averne bloccato in remoto l'accesso a PlayStation 5 come "punizione" inferta in conseguenza di un ban.

Alla sentenza emanata dal tribunale brasiliano, i legali di Sony hanno subito fatto ricorso per appellarsi al diritto dei propri assistiti di bloccare le attività svolte da chi, come nel caso in questione, sceglieva di violare i termini di utilizzo di PS5 condividendo il proprio account PSN e l'accesso alla propria libreria di titoli PS Plus con altri giocatori.

Ebbene, nella nuova causa che ha visto contrapporsi ancora una volta gli avvocati di Sony a quelli degli utenti bannati, i giudici della Corte di San Paolo hanno dato nuovamente ragione a questi ultimi. La sentenza emanata dai giudici sudamericani ridà quindi ragione alla linea difensiva degli avvocati dei giocatori bannati, basata sull'elevato prezzo da sostenere per acquistare la nuova console casalinga di Sony (venduta al lancio a 5.000 Real, ossia circa 760 euro al tasso di cambio attuale) e, quindi, sulla libertà di utilizzo.

Come riferito dalla relatrice del tribunale brasiliano, Deborah Lopes, Sony ha perso il ricorso anche in funzione di quello che definisce come "un difetto nella formulazione del testo" sui termini di utilizzo della console e dell'account PSN. In Brasile, infatti, il contratto di adesione ai servizi di Sony non sembrerebbe specificare se agli utenti che acquistano una PlayStation 5, in caso di violazione degli accordi, debba essere imposto o meno l'obbligo di apporre la firma per "presa visione" delle clausole che descrivono, appunto, le conseguenze di un ban.

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