PS5: Digital Foundry conferma il mancato 'supporto totale' all'architettura RDNA 2

PS5: Digital Foundry conferma il mancato 'supporto totale' all'architettura RDNA 2
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La discussione sul supporto all'architettura RDNA 2 di PS5 e Xbox Series X sta tenendo banco sui principali portali di settore. Nel tentativo di fare chiarezza, Alex Battaglia di Digital Foundry interviene per illustrare quella che, si presume, sarà una delle principali differenze tecnologiche tra le console nextgen.

Il rappresentante dell'esperto collettivo di "analisti tecnoludici" che, in questi ultimi giorni, si è soffermato sulle potenzialità di Ray Tracing e DLSS di Watch Dogs Legion su PC, è infatti intervenuto sulle pagine del forum di ResetEra per specificare che PlayStation 5 utilizzerà i Primitive Shaders dell'architettura RDNA 1.

Sempre a detta di Battaglia, i Primitive Shaders di PlayStation 5, presentati lo scorso anno come parte delle schede grafiche AMD Vega basate su RDNA 1, rappresentano una soluzione meno performante e "programmabile" del front end di RDNA 2 supportato totalmente da Xbox Series X|S. L'approccio adottato dai progettisti di Microsoft, quindi, fornirà l'accesso a funzionalità come il Variable Rate Shading, i Mesh Shaders e il Sampler Feedback Streaming, oltre alle istruzioni INT8 / INT4 impiegate per l'elaborazione in Machine Learning, essenziale per sfruttare tecniche simili al DLSS di NVIDIA per aumentare la risoluzione senza impattare eccessivamente sulle prestazioni.

Naturalmente, le analisi di Battaglia si limitano al discorso legato al mancato supporto totale di PS5 all'architettura RDNA 2 e non entrano nel dettaglio delle soluzioni custom adottate da Sony per ottimizzare ed aumentare le prestazioni della propria macchina nextgen. Ad ogni modo, sul tema delle potenzialità del Machine Learning è intervenuto di recente anche David Cage di Quantic Dream, con delle interessanti riflessioni sulla potenza di PS5 e Xbox Series X.

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