Qual è il videogioco più difficile di tutti i tempi?

Qual è il videogioco più difficile di tutti i tempi?
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La storia dei videogiochi è costellata di titoli divenuti famosi per la loro estrema difficoltà, con alcune produzioni che fanno di questo aspetto un punto di forza assoluto. Pensiamo a Demon's Souls o Cuphead per esempio, ma ci sono anche altri giochi che possiamo citare.

Tralasciando tutti quei giochi arcade diffusi tra gli anni '80 e '90, come Marble Madness, Contra, Ecco the Dolphin, Ghost's 'n Goblins ecc che non fanno testo poiché appartengono a una generazione in cui la tecnologia limitava molto le possibilità dei programmatori e "videogioco" era necessariamente sinonimo di "sfida" e "difficoltà" (tolte le quali, al gioco non rimaneva granché). Tralasciando questi infernali quanto famosi titoli, qual è il videogioco più difficile da giocare?

Chiariamo subito che non è compito facile assegnare un premio del genere nell'infinito universo in costante espansione dei videogiochi; inoltre, bisogna puntualizzare sul tipo di difficoltà di cui stiamo parlando: intendiamo difficoltà di gameplay, cioè di meccaniche nude e crude, oppure di completamento? Per non lasciare nulla al caso, dunque, ci siamo permessi di nominare non un "vincitore" ma solo alcuni (dei tanti) candidati, così da poter abbracciare e comprendere in toto il concetto di difficoltà nel mondo videoludico.

The Witness

Cominciamo da un capolavoro di ingegno concepito dalla mente di un singolo, leggendario programmatore: Jonathan Blow. Questo gioco, meditativo e frustrante al tempo stesso, è ambientato interamente su un'isola apparentemente deserta e immersa nella natura di un luogo incontaminato che sembra sospeso nel tempo...tranne per il fatto che nasconde un'infinità di enigmi, puzzle e misteri da svelare, tramite una meccanica veramente semplice e conosciuta da tutti: unire il punto A al punto B tracciando una linea. Il problema è che questa "banale" meccanica, che regge l'intero gioco, dà vita a una quantità di varianti e applicazioni sconcertante, di cui dovremo imparare tutte le regole e i segreti per poter proseguire e capire cosa si nasconde all'interno della mente del programmatore. Se ci avete giocato, conoscete bene la tentazione di lasciarlo perdere davanti a una sfida particolarmente difficile di cui non capite il senso, così come quell'altra sensazione, rassicurante, che vi fa realizzare che non c'è alcuna fretta e potete riprovare quante volte volete.

Se ancora non lo conoscete, vi consigliamo di leggere la recensione di The Witness.

God of War - God Mode

Proprio così, il primo God of War, uscito per PlayStation 2 nel lontano 2005 e rimasterizzato per PS3, è uno degli action più difficili da giocare grazie alla sua modalità "Dio". Niente a che vedere con il più recente God of War ambientato tra i boschi e le montagne innevate di Midgard: completare la prima avventura del violento guerriero spartano in God Mode è una vera impresa titanica che solo in pochi sono riusciti a sostenere. Non tanto per le boss fight, gestibili una volta imparato il pattern del combattimento, quanto per i vari intermezzi strapieni di nemici pronti a rispedire tra le ceneri un malconcio Kratos.

Darkest Dungeon

GDR strategico a turni con componente roguelike, il titolo di Red Hook Studios si distingue per aver portato all'estremo il concetto dell'esplorazione di dungeon consecutivi sempre più ricchi ma sempre più pericolosi. Le varie location che il gruppo che guidate dovrà attraversare pullulano di nemici e, come se non bastasse, a complicare il tutto si aggiunge una peculiare meccanica: la forza dei protagonisti è legata alla luce di una torcia che si affievolisce mentre si procede nel dungeon. Pochi sono i videogiochi che rappresentano così bene il rapporto rischio/ricompensa.

The Binding of Isaac

Altro roguelike, sviluppato dal creatore di Super Meat Boy, l'avventura del giovane Isaac vi porterà ad avere una cosa in comune con lui: l'esasperazione. Il protagonista, tenuto segregato in un seminterrato dalla madre iperprotettiva, dovrà guadagnarsi la libertà attraverso una serie di dungeon consecutivi e pieni di nemici e pericoli ambientali. Entrare nella stanza successiva può significare il game over se non sapete come affrontare i problemi nascosti all'interno: vi basti sapere che ci sono più di 200 tipi di ostili, ognuno con caratteristiche e attacchi diversi, che dovrete conoscere bene per sopravvivere mentre schivate le trappole e i mille proiettili in arrivo. Se non vi basta la difficoltà normale, ce ne sono ben due ancora peggiori che trasformano il gioco in un vero incubo in cui fare un singolo errore costa la partita.

Cuphead

Il recente run 'n gun (2017) apprezzatissimo per il level design e l'ispirazione cartoonesca anni '30 può sembrare "carino" al un primo sguardo, proprio in virtù di quella somiglianza con i primi cartoni animati. La realtà è ben diversa: completare il gioco al 100% è una vera missione impossibile che metterà a dura prova i vostri nervi, perché in Cuphead ogni scontro può essere letale e le boss fight possono risultare a dir poco frustranti, sia per la loro velocità che per la loro complessità intrinseca. Dovrete provare e riprovare all'infinito prima di vedere un barlume di speranza tra quei folli disegni ammiccanti. A completare il quadro ci mettiamo anche un gran numero di collezionabili veramente tosti da trovare e raccogliere...Questi sono i motivi per cui Cuphead è uno dei giochi più difficili degli ultimi anni. Del resto, il sottotitolo è abbastanza chiaro: "Don't deal with the Devil".

Demon's Souls/Dark Souls/Bloodborne/Sekiro

Alla fine arriviamo a quella che è conosciuta da tutti come la serie di videogiochi più difficile da giocare: quella dei Souls. Così famosa da diventare capostipite di un vero e proprio genere videoludico (i soulslike, appunto), la collezione dei titoli di FromSoftware fa della difficoltà il suo cavallo da battaglia, nemici impietosi e combat system studiato nei minimi dettagli sono la formula del successo in questo caso. In ognuno di questi giochi la frustrazione accompagna costantemente chi impugna il pad, e per proseguire è necessario tentare molte volte, studiando il nemico di turno e le strategie da adottare per andare avanti. Andare avanti alla prossima sfida, inevitabilmente più difficile, per morire cento volte e poi finalmente superare anche quella. Ogni incontro costituisce un mini-gioco a sé, un enigma da risolvere se non si vuole rimanere bloccati.

Chi gioca per la prima volta un Souls non ha idea di quello che lo attende, ed è probabile che la tentazione di disinstallare prenda presto il sopravvento; ma chi non si fa sconfiggere mentalmente e viene intrigato da questa meccanica basata sull'affinamento delle proprie capacità scoprirà ben presto il motivo per cui questa serie è una delle più apprezzate di sempre. In occasione dell'uscita di PlayStation 5 è stato pubblicato il remake di Demon's Souls, molto apprezzato dai fan per la fedeltà all'originale (difficoltà inclusa).

Ninja Gaiden

Menzione d'onore per Ninja Gaiden, la serie si è sempre distinta per la sua altissima difficoltà sin dalla prima trilogia uscita su NES. Il reboot del 2004 si è imposto come uno dei videogiochi più difficili di sempre e lo stesso si può dire per le varie riedizioni Black/Sigma e per i sequel, con Ninja Gaiden II che viene ad oggi considerato uno dei videogiochi più impegnativi di tutti i tempi.
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