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Let's go G2!” è un mantra ripetuto, anzi, urlato infinite volte nel corso della finalissima del Rainbow Six Siege Major parigino. Una litania che ci è entrata nella testa e non vuole più lasciarci. Al pari del coro uguale e contrario che si levava a intervalli regolari da una parte all'altra dell'Arena: “Let's go EG!”.

Di certo entrambi i cori non brillano per particolare estro artistico ma rendono l'idea del tifo da stadio che si è scatenato durante il match che ha deciso chi doveva alzare lo scudo tattico, nuovo simbolo del primato.

Da una parte i G2 Esports, europei, campioni in carica dell'Invitational 2018 e una delle squadre più vincenti in assoluto, sotto il nome di Penta Sports. Dall'altra parte del palco, invece, gli Evil Geniuses: nordamericani, incarogniti forte e da febbraio alla ricerca della loro vendetta. Il motivoè presto detto.

Per chi non lo sapesse, gli Evil Geniuses sono – per così dire – gli eterni secondi in occasione appuntamenti internazionali. Secondi anche a febbraio, sconfitti proprio dai Penta, ora G2. Gli Evil Geniuses, però, si sono probabilmente presentati a questo torneo in uno stato di forma leggermente calante rispetto a inizio anno. Per non parlare, poi, della tensione nervosa che deve avere attanagliato i ragazzi per giorni, sapendo che nel torneo c'era proprio la loro bestia nera, la quale stava letteralmente dominando, fase a gironi e tutti i playoff. Figurarsi, poi, trovarseli nuovamente in finale sapendo il percorso altalenante fatto sino al fatidico appuntamento. Infatti non solo non è andata come doveva andare ma addirittura è andata peggio di quella precedente.

Gli EG non hanno di certo brillato nella fase a eliminazione, faticando tantissimo (e rischiando ancora di più) contro i Ninja in Pyigiamas e Rogue. Il risultato della finale, dunque, sembrava praticamente scontato. E così è stato. Nessun aiuto divino è intervenuto per togliere i poveri statunitensi dalla mattanza perpetrata dagli europei.

G2 Esports ha battuto Evil Geniuses per 3 a 0. I piani dei Geni del Male, come ogni buon film che si rispetti, sono stati rovinati sul più bello dai super eroi di turno: Pengu, Goga, Kantoraketti, Joonas, Fabian.

I G2, peraltro, si sono presentati alla finalissima senza mai aver perso una singola mappa in tutto il torneo. Il rematch dell'Invitational, date queste premesse, non poteva certo dirsi equilibrato. E, in effetti, alle premesse sono seguiti i fatti.

Pengu e soci si sono dimostrati degli autentici alieni, capaci di giocate assolutamente fuori dal mondo. Inarrivabili, efficienti, letali. Hanno lasciato davvero poche briciole agli avversari, costretti a rincorse folli per star dietro al loro ritmo martellante. Pochi errori, che hanno condotto gli EG a mettere in saccoccia solo sei mappe. Considerando che i neo-campioni ne hanno collezionate diciotto, la sperequazione è evidente.

Il punteggio finale, degno di una partita di Tennis, recita tranchant: 6-2, 6-2, 6-2. I G2, come da pronostico, alzano lo scudo e se ne vanno con ben 150.000 Dollari in tasca. GG, G2.

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