Rainbow Six Siege e la piaga dei cheaters: fan pronti a boicottare Ubisoft

Rainbow Six Siege e la piaga dei cheaters: fan pronti a boicottare Ubisoft
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Il proliferare di hackers e cheaters è un fenomeno negativo che affligge spesso i titoli incentrati sul multiplayer online competitivo, soprattutto i più popolari sulla piazza. Rainbow Six Siege non fa eccezione e, anzi, sembra che la situazione stia andando fuori controllo suscitando la rabbia di numerosi giocatori.

Adesso, gli appassionati dell'opera sono pronti a boicottare Ubisoft fino a quando non si deciderà a trovare una soluzione concreta al problema. Sono in molti infatti a sottolineare che BattleEye, il sistema anti-cheat utilizzato in Rainbow Six Siege (e in molti altri giochi), non si stia rivelando sufficiente per contenere la situazione, con gli hackers che continuano ad aggirarlo ed agire indiscriminatamente approfittando delle falle di un sistema creato oltre 16 anni fa. Ed ecco così che molti giocatori, inclusi popolari content creators quali KingGeorge e YoBoyRoy, hanno deciso di coalizzarsi per mandare un messaggio forte e chiaro ad Ubisoft: in queste condizioni è impossibile riuscire a giocare in maniera sportiva e stimolante, con le partite costantemente rovinate da chi approfitta di dubbie scorciatoie per primeggiare sugli altri.

La richiesta è una, ma molto sentita: serve un miglioramento dei sistemi anti-cheat, cosa finora mai fatta. Boicottare in massa un titolo altamente popolare in rete sarà sufficiente per spingere Ubisoft a correre ai ripari? Non resta che attendere eventuali conseguenze, in particolare sul numero di giocatori attivi. Nel frattempo è partito l'evento Apocalisse di Rainbow Six Siege che stravolge l'Outback, mentre i Mkers hanno trionfato ai Qualifier della Challengers League.

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