Red Dead Redemption 2: 100 ore di lavoro a settimana? Dan Houser chiarisce la situazione

Red Dead Redemption 2: 100 ore di lavoro a settimana? Dan Houser chiarisce la situazione
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Dan Houser, co-fondatore di Rockstar Games, è stato intervistato da Vulture nel weekend e in questa occasione ha dichiarato che gli sviluppatori hanno lavorato "fino a 100 ore a settimana" per completare Red Dead Redemption 2. In realtà le cose non stanno proprio così e lo stesso Houser ha voluto chiarire la situazione.

Con una nota inviata a IGN.com, il co-fondatore della compagnia dichiara che "sembra ci sia stata confusione riguardo la mia intervista con Harold Goldberg. Nell'articolo parlavo di come abbiamo dato vita alla componente narrativa e ai dialoghi, senza toccare altri aspetti dello sviluppo. Dopo sette anni di lavoro, il Senior Writing Team (di cui Houser fa parte, ndr) ha tenuto ritmi intensi per tre settimane con l'obiettivo di rispettare la deadline. Tre settimane, non tre anni, voglio specificare. Non ci aspettiamo che i dipendenti di Rockstar Games seguano questi ritmi di lavoro e l'impegno extra resta una scelta personale, non chiediamo a nessuno di lavorare 100 ore a settimana e non ci aspettiamo che i nostri dipendenti lo facciano. Ci sono tanti dirigenti che seguono i propri progetti in maniera altrettanto produttiva in meno tempo, semplicemente, io lavoro in modo diverso."

La dichiarazione di Dan Houser aveva scatenato non poche polemiche su Twitter e lo stesso ha voluto chiarire la situazione onde evitare pericolosi malintesi. Nella stessa intervista, il co-fondatore di Rockstar Games ha parlato anche del ruolo dei personaggi femminili in RDR2 e dei contenuti tagliati in fase di sviluppo.

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