Resident Evil 3: la storia dello sviluppo e gli obiettivi del Remake in video

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Lo sviluppo di Resident Evil 3 Remake procede a gonfie vele, e secondo le informazioni ufficiali più recenti avrebbe ormai superato il 90% del completamento. Nulla dovrebbe impedire l'uscita, fissata per il 3 aprile 2020 su PlayStation 4, Xbox One e PC, ma in qualche modo dobbiamo pur ammazzare l'attesa.

Mentre aspettiamo di calarci (nuovamente) dei panni di Jill Valentine per sfuggire dalle grinfie di Nemesis, il nostro Giuseppe Carrabba ha fatto un salto indietro nel tempo per ripercorrere il rapido ma impegnativo sviluppo del capitolo originale uscito nel 1999, evidenziando al contempo le modifiche e le migliorie che caratterizzeranno il remake, che potenzialmente potrebbero renderlo ancor più memorabile del gioco a cui si ispira.

Come nasce una leggenda? Nel caso di Resident Evil 3, con un progetto che in fase di sviluppo si chiamava Resident Evil 1.9, che avrebbe dovuto essere realizzato in fretta e furia dagli sviluppatori più giovani di Capcom e senza l'ausilio di scenari multipli e costose scene in computer grafica. La svolta è avvenuta quando Shinji Mikami ha deciso di mettere a capo delle operazioni Kazuhiro Aoyama, system planner dei primi due episodi della serie, assieme al lead writer Yasuhisa Kawamura. È stata di Aoyama l'idea di ambientare Resident Evil 3 a Raccoon City, in modo da connetterlo alle avventure precedenti di Leon e Claire. In quel periodo dello sviluppo i protagonisti erano rappresentati da tre mercenari, ma sono anche state gettate le basi per quello che poi sarebbe diventato Nemesis. Solo a circa metà dello sviluppo Kawamura ha deciso di trasformare Jill Valentine nell'eroina indiscussa del gioco, una mossa poi rivelatasi vincente.

Curiosi di scoprire il resto della storia? Allora dovete assolutamente guardare il video in cima a questa notizia oppure leggere lo speciale sullo sviluppo di Resident Evil 3 e gli obiettivi del remake di Giuseppe Carrabba.

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