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In un'intervista concessa al canale YouTube Archipel, Shinji Mikami ha celebrato i suoi trent'anni di carriera svelando, ebbene sì, di odiare i giochi con telecamera fissa, ossia il genere di esperienze che, come quella del primo Resident Evil, ha contribuito in maniera così determinante al suo successo professionale.

Alla domanda postagli dal suo intervistatore sul sentimento nutrito verso coloro che guardano con nostalgia all'epoca degli action horror a telecamera fissa, Mikami ha candidamente affermato che "provo imbarazzo per loro", chiedendo oltretutto ai fan del genere di smetterla di pensarla in quel modo.

Nell'inevitabile discussione generata sui social dalle parole di Mikami è intervenuto anche Sam Barlow, lo sviluppatore di Silent Hill Origins e Shattered Memories. Dalle colonne del suo profilo social, il designer inglese ha infatti condiviso un'immagine catturata da quel preciso momento dell'intervista al produttore nipponico per affermare che "quella frase dice tutto. A proposito, sono un da sempre un grande fan di Suda 51 e Mikami, per come hanno saputo risolvere completamente il problema dei controlli nei giochi a telecamera fissa nello stile del Resident Evil tradizionale. Immagino che nessuno abbia mai prestato attenzione a questo particolare".

I tempi di Killer 7 e dei Resident Evil "classici", però, sono ormai lontani per Mikami: l'autore giapponese ha infatti fondato Tango Gameworks e, dopo la doppia esperienza horror di The Evil Within, sta lavorando su Ghostwire Tokyo. Ancor meno "lineare" è poi il percorso professionale intrapreso da Barlow: dopo Silent Hill Origins, infatti, lo sviluppatore britannico ha curato i progetti di Her Story e Telling Lies, ma di recente ha suggerito un suo ritorno all'horror narrativo accennando allo sviluppo del sequel di Silent Hill Shattered Memories.

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