Resident Evil Village, l'orrore in ogni sua forma: ecco cosa ne pensiamo del gioco

Resident Evil Village: l'orrore secondo Capcom
Recensione: Multipiattaforma
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L'orrore di Capcom è tornato: dopo aver esplorato in lungo e in largo il Villaggio, il Castello di Lady Dimitrescu e altri luoghi terrificanti nei panni di Ethan Winters, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni su Resident Evil Village.

Con questo nuovo capitolo della saga, Capcom ha tentato di bilanciare la tradizione e la modernità, dando vita ad un prodotto maturo e appassionante, ma forse meno convincente di Resident Evil 7 nel suo complesso. L'incipit è uno dei più ispirati dell'intera saga, e ben presto si palesano dei chiari elementi di continuità con Resident Evil 4, come l'assenza delle classiche casse di stoccaggio, un'azione dal ritmo acceso e frequenti incontri con il mercante, ruolo stavolta ricoperto dal Duca.

Resident Evil Village ha perso i tratti survival distintivi della saga, ben presenti invece nel settimo episodio. Non ci sono enigmi elaborati, la gestione dell'inventario non richiede una grandissima attenzione e il backtracking si rende necessario solo in alcune fasi dell'avventura, che risulta essere perlopiù lineare. D'altro canto, si segnala un buon sistema di progressione e sviluppo del personaggio, e una varietà di situazioni che ha dell'incredibile, che contribuisce a tratteggiare una vera e propria antologia dell'horror, qui rappresentato in ogni sua forma. Madre Miranda, Lady Dimitrescu e le sue figlie squilibrate, Karl Heisenberg, Salvatore Moreau e Donna Beneviento compongono una splendida e variegata galleria dell'orrore, che mostra un profondo rispetto per la mitologia della saga. Ne saprete di più guardando la Video Recensione allegata in apertura di notizia e leggendo la recensione di Resident Evil Village curata da Francesco Fossetti.

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