Rocksteady, parlano le sviluppatrici: pubblicata una lettera di risposta al Guardian

Rocksteady, parlano le sviluppatrici: pubblicata una lettera di risposta al Guardian
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Il tema della sicurezza sull'ambiente di lavoro per le sviluppatrici attive nell'industria videoludica è stato oggetto in tempi recenti di una crescente attenzione.

Una doverosa sensibilità sul tema ha portato molti attori del settore a condividere pubblicamente iniziative o impegni volti a supportare le donne impegnate nello sviluppo videoludico. Dopo la presa di posizione di Ubisoft, il tema delle molestie sul posto di lavoro è tornato al centro del dibattito pubblico in seguito a un report pubblicato dal Guardian. Di recente, il noto quotidiano britannico ha infatti riportato testimonianze anonime relative a circostanze che avrebbero coinvolto gli studi londinesi di Rocksteady. In particolare, si riferiva di segnalazioni di molestie e comportamenti inaccettabili riportate dalle sviluppatrici nel 2018, ma all'epoca non adeguatamente affrontate dalla dirigenza.

In risposta all'articolo del Guardian, giunge ora una lettera pubblicata dagli account social di Rocksteady e firmata da alcune delle donne coinvolte nel caso e oggi ancora parte della software house. La missiva, disponibile nella sua versione integrale in calce a questa news, riferisce che delle dieci professioniste da cui partirono le segnalazioni del 2018, otto sono rimaste in Rocksteady. Di queste, sette hanno voluto offrire una replica tramite lettera pubblica.

Le sviluppatrici, riferendosi all'articolo, scrivono: "[...] sentiamo che la fonte o le fonti anonima/e abbia/abbiano tentato di parlare a nome di tutte le donne di Rocksteady, e non riteniamo che l'articolo offra una corretta rappresentazione di noi, degli eventi accaduti al tempo o da allora". In particolare, con il messaggio si sottolinea come in seguito alle segnalazioni, la dirigenza Rocksteady abbia agito in maniera tale da offrire alle dipendenti uno spazio sicuro all'interno del quale presentare, discutere e affrontare le problematiche sollevate. Si sottolinea inoltre come nessuna delle donne coinvolte negli episodi del 2018 sia stata interpellata in merito alla pubblicazione del report del Guardian, in merito al quale si legge: "Questo è stato percepito da noi come una violazione da parte della/e fonte/i poiché la vicenda era stata mantenuta privata per ragioni personali, non per segretezza industriale".

La missiva, infine, si conclude con il seguente passaggio: "Desideriamo concludere questo messaggio riaffermando l'importanza per ogni minoranza all'interno dell'industria videoludica di parlare apertamente e per gli studi di prendere seriamente, come Rocksteady fece al tempo e continua a fare, ogni denuncia portata alla loro attenzione e di lavorare insieme per creare ambienti sicuri in cui lavorare, così che possiamo creare grandi giochi".

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