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Gli scacchi sono un esport? La risposta è arrivata durante la pandemia

Gli scacchi sono un esport? La risposta è arrivata durante la pandemia
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Gli scacchi esistono dal sesto secolo e da allora hanno sempre vissuto in un limbo: dopo anni sono stati riconosciuti come “sport della mente”, ma mai come disciplina autonoma. Nel 2020, però, hanno trovato una seconda giovinezza su Internet. Per questa ragione si può dire, oggi, che gli scacchi sono un esport?

La risposta è arrivata proprio durante la pandemia di COVID-19 grazie a una serie di circostanze fortuite, in primis il lancio della serie TV The Queen's Gambit su Netflix nell’ottobre 2020 (a proposito, ecco la nostra recensione de La Regina degli Scacchi).

La storia targata Netflix con Anya Taylor-Joy ha causato un boom degli acquisti del romanzo originale di Walter Tevis e anche un boom delle vendite di qualsiasi manuale scacchistico. Non solo: le ricerche sui motori di ricerca di tutto ciò che è inerente al mondo degli scacchi, “chess”, sono arrivate a livelli mai visti prima. Da qui, dunque, l’arrivo di 2,5 milioni di iscritti su Chess.com, il sito di partite online più importante al mondo.

In poco tempo anche su Twitch il fenomeno è diventato virale e tanti giocatori professionisti, già streamer prima del 2020, sono diventati accompagnatori di centinaia di migliaia di persone durante la pandemia, diffondendo il verbo degli scacchi in tutto il mondo. A fine 2020, dunque, The Esports Observer e Esports Earnings hanno inserito grandi nomi come Magnus Carlsen e Hikaru Nakamura nella classifica dei giocatori di gaming competitivo che hanno guadagnato di più durante l’anno.

I tornei internazionali hanno iniziato a trovare spazio sulla piattaforma viola, coinvolgendo un nuovo pubblico e portando sempre più giovani alla scoperta di questo gioco millenario. Ma la vera svolta è arrivata con l’aggiunta di Hikaru Nakamura all’organizzazione nordamericana TSM nell’estate del 2020, che ha reso lo statunitense un membro della compagine esport a tutti gli effetti. Oggi è legato a Misfits Gaming, ma resta colui che ha acceso la miccia per centinaia di altri professionisti reinventatisi come content creator. In Italia, ad esempio, abbiamo visto QLASH credere negli scacchi nel 2021 con Roberto Mogranzini, membro di Unichess; Alessio Valsecchi, campione italiano online 2020; e anche Tea Gueci, la più giovane campionessa italiana di sempre.

Nel 2023 il pubblico continua a crederci: i Tata Steel Masters vengono trasmessi integralmente su Twitch, ogni singola giornata, e raccolgono oltre 700.000 visualizzazioni complessive in 5-7 ore di trasmissione. Insomma, ormai la risposta l’avete intuita: gli scacchi sono un esport e, ormai, nessuno li riconosce in altra maniera.

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