Secondo Ubisoft, il modello di business di Valve con Steam "è irrealistico"

Secondo Ubisoft, il modello di business di Valve con Steam 'è irrealistico'
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Nel corso di un'intervista concessa ai giornalisti del New York Times, il dirigente di Ubisoft Chris Early ha criticato apertamente Valve per il modello di business adottato nella distribuzione digitale dei videogiochi venduti tramite le pagine del celebre negozio di Steam.

"Il modello di business che hanno attualmente è irrealistico", spiega infatti Early prima di rimarcare il concetto e affermare che "non riflette quella che è la situazione attuale del mondo dei videogiochi, in termini di distribuzione e di pubblicazione sugli store".

Nonostante Ubisoft vanti una lunga amicizia con Valve testimoniata, in questi anni, dall'approdo su Steam di moltissimi videogiochi del colosso francese, negli ultimi mesi l'apertura dell'Epic Games Store sembra aver incrinato il rapporto di Ubisoft con Steam al punto tale da spingere la compagnia transalpina a optare per il nuovo negozio digitale di Epic Games e per la soluzione interna rappresentata dalla propria piattaforma Uplay, come nel caso di The Division 2.

Pur senza essere stati citati apertamente da Chris Early, i motivi di questa crisi diplomatica tra Ubisoft e Valve vanno certamente ricondotti al diverso trattamento economico riservato a coloro che decidono di pubblicare i loro titoli su Epic Games Store e non su Steam. Se Epic Games, infatti, si accontenta di trattenere solo il 12% delle entrate generate dai titoli venduti sulle pagine del proprio negozio, Valve continua a chiedere il 30% dei ricavi ottenuti dagli sviluppatori che propongono i loro progetti su Steam.

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