Six Days in Fallujah: il controverso FPS sulla guerra in Iraq rinviato al 2022

Six Days in Fallujah: il controverso FPS sulla guerra in Iraq rinviato al 2022
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Originariamente atteso per il 2021 su PC e console Xbox e PlayStation, Six Days in Fallujah si farà attendere ancora per parecchio tempo. Il publisher Victura ha infatti confermato il posticipo dell'FPS ambientato durante la guerra in Iraq al Q4 2022, spiegando i motivi dietro tale decisione sul proprio sito ufficiale.

"È divenuto chiaro che ricreare al meglio queste storie reali avrebbe richiesto molte più persone, risorse e tempo rispetto a quanto avevamo", spiega Peter Tamte, CEO di Victura, che prosegue: "Raddoppiare il nostro team è solo una delle tante cose che stiamo facendo per assicurarci che Six Days in Fallujah porti nuove profondità tattiche ed emotive agli sparatutto di stampo militare". Con un posticipo di quasi un anno intero, previsto ora per gli ultimi mesi del 2022, gli sviluppatori possono così concentrare maggiormente i loro sforzi nel perfezionare sempre di più la loro opera.

Annunciato nel lontano 2009, il titolo era inizialmente prodotto da Konami, che ha poi abbandonato la licenza. Dopo anni di limbo, il progetto è rinato all'inizio del 2021 grazie a Victura, tuttavia non ha mancato di scatenare nuove controversie sulla natura dei suoi contenuti, esattamente come accadde all'epoca del suo originale annuncio oltre 12 anni fa. Six Days in Fallujah è stato accusato di propaganda, ma le polemiche non si sono fermate qui: poco tempo dopo, infatti, è partito anche il boicottaggio di Six Days in Fallujah a causa delle delicate tematiche trattate all'interno del gioco, che aspetta ancora il momento di esordire sul mercato dopo oltre un decennio di attesa.

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