Six Days In Fallujah è inseparabile dalla politica: Victura cambia idea

Six Days In Fallujah è inseparabile dalla politica: Victura cambia idea
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Sta ancora facendo discutere la decisione di Highwire Games, studio fondato dal lead designer di Halo e Destiny, e del publisher Victura di riesumare e proseguire lo sviluppo di Six Days in Fallujah, un gioco dato per disperso più di 10 anni fa.

Six Days in Fallujah intende affrontare la tematica della guerra con un piglio diverso dal solito: piuttosto che limitarsi a renderla interattiva e spettacolarizzarla, l'intento dei creatori è quello di riprodurre nel modo più realistico e autentico possibile le vicende del conflitto in Iraq. A tal fine ha interpellato numerosi Marines, soldati e civili per tratteggiare nella maniera più accurata possibile i terribili sei giorni della battaglia di Fallujah.

Quando i giocatori e alcune personalità dell'industria videoludica hanno fatto notare che un progetto del genere non può in alcuno modo essere scisso dalla politica - potete approfondire l'argomento leggendo il nostro speciale su Six Days in Fallujah - i responsabili del gioco hanno preso le distanze dalle osservazioni affermando che il loro intento non è quello di creare una cronaca politica.

Ebbene, quest'oggi, a tre settimane di distanza da quelle dichiarazioni, Victura sembra aver cambiato idea. In un nuovo comunicato il boss Peter Tamte ha chiaramente ammesso che "Six Days in Fallujah è inseparabile dalla politica", e ha poi risposto alle critiche di coloro che accusavano il gioco di non rappresentare adeguatamente tutti i punti di vista sul conflitto: "Le storie di Six Days in Fallujah sono raccontate tramite gameplay e materiale documentaristico al quale hanno partecipato personale di servizio e civili che hanno vissuto esperienze diverse e hanno punti di vista differenti sulla Guerra dell'Iraq. Ad oggi 26 civili iracheni e dozzine di membri del personale di servizio hanno condiviso con noi alcuni dei momenti più difficili delle loro vite, concedendoci l'opportunità di condividerli con voi, mediante le loro parole".

Il documentario affronterà diverse tematiche forti, inclusi "gli eventi e le decisioni politiche che hanno condotto alle battaglia di Fallujah e alle loro conseguenze". Nel gameplay non potranno essere utilizzate armi come il fosforo bianco e altri agenti chimici (come accade nel multigiocatore di Call of Duty Modern Warfare), ma la tematica sarà adeguatamente discussa nei documentari.

Durante la campagna, i giocatori verranno informati del contesto delle missioni tramite i suddetti documentari, per poi essere catapultati in gioco con l'obiettivo di "risolvere reali scenari civili e militari". Essendo un videogioco, Six Days in Fallujah offrirà "una prospettiva sulla guerriglia urbana che non può essere restituita in altri media". Tamte ha inoltre aggiunto: "Crediamo che le storie dei sacrifici di questa generazione vadano raccontate dai Marines, dai soldati e dai civili che erano lì. Siamo sicuri che troverete il gioco - esattamente come gli eventi che ricrea - complesso".

FONTE: Gamespot
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