Sparatorie negli USA, i videogiochi usati come capro espiatorio secondo una ricerca

Sparatorie negli USA, i videogiochi usati come capro espiatorio secondo una ricerca
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Quella delle sparatorie di massa negli Stati Uniti è una vera e propria emergenza sociale che ha causato non poche discussioni durante l'estate, portando anche il Presidente Donald Trump ad esprimersi in merito e dando la colpa (in parte) anche ai videogiochi violenti. Ma sarà davvero così?

Nelle scorse ore la rivista americana Psychology of Popular Media Culture ha pubblicato una ricerca condotta dallo psicologo Patrick Markey presso l'Università di Villanova (Pennsylvania) scoprendo come i videogiochi siano in realtà usati come capro espiatorio durante le sparatorie di massa principalmente nel caso di serial killer bianchi, mentre nel caso di stragi effettuate da persone di colore i giochi le accuse ai videogiochi risultano sensibilmente ridotte.

Lo studio è stato condotto leggendo oltre 200.000 articoli su 204 sparatorie di massa avvenute negli Stati Uniti negli ultimi 40 anni. Nel caso che l'autore della strage sia un maschio bianco, i videogiochi hanno una probabilità di ben otto volte maggiore di essere considerati la causa scatenante del gesto.

Quella che può sembrare solamente una coincidenza è stata verificata dal professor Patrick Markey con l'aiuto di 169 studenti, ai quali è stato sottoposto un falso articolo di una sparatoria di massa compiuta da un diciottenne, con la foto di un ragazzo per un campione di studenti e un ragazzo di colore per un secondo campione. Il risultato? Gli studenti che hanno letto l'articolo con la foto del killer bianco hanno indicato i videogiochi come principale causa delle sparatorie mentre nell'altro caso i giochi elettronici sono stati citati solamente in minima parte.

Secondo Markey, lo studio vuole affermare che quando le sparatorie di massa vengono compiute da soggetti che non rientrano nello stereotipo di persone violente molti tendano a trovare un fattore esterno per giustificare la violenza. Uno stereotipo che porta la maggior parte della popolazione a pensare che le persone di colore siano più inclini alla violenza rispetto ad un maschio adolescente bianco.

I videogiochi, conclude lo psicologo, vengono così utilizzati da politici e stampa per distrarre l'opinione del grande pubblico sui veri motivi che portano ad una violenza così efferata, come se dare la colpa ai videogiochi fosse di fatto il miglior modo possibile per non andare a infangare la cultura americana, da sempre fortemente legata all'uso delle armi.

FONTE: NewsWeek
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