Summer Game Fest, dov'è l'accessibilità? Steve Saylor accusa gli show, Xbox risponde

Summer Game Fest, dov'è l'accessibilità? Steve Saylor accusa gli show, Xbox risponde
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Steve Saylor, celebre creatore di contenuti impegnato nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema dell'accessibilità nei videogiochi, accusa gli organizzatori degli show della Summer Game Fest di non aver tenuto conto delle esigenze dei videogiocatori con disabilità.

In un accorato appello lanciato alla community e all'intera industria dell'intrattenimento digitale, Saylor spiega che "questo 'non-E3' è ormai concluso e sono profondamente deluso nel constatare la mancanza di accessibilità nella grande maggioranza degli eventi, delle vetrine digitali e dei reveal tenutisi in questi giorni. È mancato lo spazio per consentire ai giocatori con disabilità di unirsi all'entusiasmo per questi spettacoli. I videogiocatori disabili sono stati messi nuovamente da parte e dimenticati. Così non va, dobbiamo fare meglio".

Il j'accuse lanciato da Saylor ha scatenato un'accesa discussione sui social, a cui hanno partecipato sia gli appassionati che diversi addetti al settore. Tra le personalità di spicco che hanno risposto al creatore di contenuti troviamo Sarah Bond: l'esponente del Team Xbox ha spiegato che "la tua passione, il tuo sostegno e la tua determinazione mi hanno commossa. Grazie infinite per tutto ciò che fai per spronarci a essere tutti più inclusivi. Il tuo impegno è uno stimolo per tutti noi a fare meglio".

L'Xbox e Bethesda Showcase del 12 giugno, d'altro canto, è stato uno degli spettacoli digitali più inclusivi dell'intero panorama della Summer Game Fest grazie alle versioni in in livestreaming con sottotitoli comprensivi della descrizione dell'audio. Ad eccezione di questi estemporanei interventi, la strada da compiere per scardinare i preconcetti e le riserve sull'accessibilità è ancora lunga, specie per quanto concerne le modalità e opzioni che introducono delle 'facilitazioni' al gameplay per venire incontro alle esigenze dei videogiocatori con disabilità.

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