Gli sviluppatori si ribellano a G2A: la pirateria è meglio del "mercato grigio"

Gli sviluppatori si ribellano a G2A: la pirateria è meglio del 'mercato grigio'
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Dopo la polemica esplosa nel 2017, G2A, noto rivenditore online di key di giochi per PC, è tornato al centro dell'attenzione di alcuni sviluppatori che mal digeriscono l'operato dei protagonisti del cosiddetto "mercato grigio".

A risollevare la questione è stato lo sviluppatore Mike Rose che, facendo una rapida ricerca su Google dei suoi stessi titoli, non ha potuto fare a meno di notare come gli ad pubblicitari relativi ai giochi rimandassero proprio alle pagine di G2A. Come specifica Rose, gli annunci di No More Robots, publisher ufficiale dei titoli in questione, sarebbero stati scorrettamente sostituiti da quelli del key reseller, che già in passato aveva destato non pochi sospetti a causa della dubbia provenienza delle chiavi poi rivendute agli utenti.

Questa situazione porta ad un guadagno univoco, ovvero quello di G2A, con gli sviluppatori che non ricevono introiti di alcun tipo per l'acquisto dei giochi. Per questo motivo - continua Mike Rose - il mercato grigio è l'opzione peggiore per i giocatori: anziché affidarsi a questi rivenditori al limite della legalità, lo sviluppatore consiglia di piratare direttamente i giochi, in modo da non foraggiare questo tipo di mercato. Come potete notare grazie ai tweet che trovate in calce, diversi altri sviluppatori si sono accodati a questa denuncia, tra cui Rami Ismail che così dichiara: "Se non potete permettervi o non volete acquistare i nostri giochi a prezzo pieno, per favore piratateli anziché acquistarli presso i rivenditori di chiavi. Questi siti ci costano moltissimo in termini di servizio clienti, investigazioni, rimborsi, e altro ancora".

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