Switch, l'hacker che violò i server di Nintendo è stato condannato alla prigione

Switch, l'hacker che violò i server di Nintendo è stato condannato alla prigione
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Vi ricordate di Ryan “RyanRocks” Hernandez, l'hacker accusato d'aver violato i server di Nintendo per rubare i segreti di Switch? Ve ne abbiamo già parlato in passato, e adesso ci sono importanti sviluppi in merito al procedimento legale che lo ha visto coinvolto.

Prima, però, un rapido riassunto: nel 2016 il ragazzo californiano, all'epoca ancora minorenne, con una banale ma efficace manovra di phishing è riuscito ad ottenere le credenziali d'accesso di un impiegato e ad entrare nei server di Nintendo, mettendo le mani su informazioni estremamente riservate, compresa l'esistenza di Switch, che in quel periodo non era ancora uscita (l'ibrida è arrivato sul mercato nel marzo del 2017). Nonostante gli avvertimenti dell'FBI, Hernandez ha continuato imperterrito a violare i server di Nintendo anche nel 2018 e nel 2019, fino a beccarsi un'ulteriore denuncia, che lo ha spinto a dichiararsi colpevole e l'ha coinvolto in un procedimento legale che si è concluso ieri primo dicembre.

Ebbene, Ryan Hernandez trascorrerà i prossimi tre anni in prigione, ai quali seguiranno ben sette anni di libertà vigilata. Una pena piuttosto severa che il Dipartimento di Giustizia del Western District of Washington ha stabilito non solo in risposta dell'attività di hacking ai danni dei server di Nintendo, ma anche a causa del materiale pedopornografico rinvenuto dall'FBI nel 2019 sul suo PC, all'interno di una cartella chiamata "Bad Stuff". Parliamo di circa 1.000 file tra fotografie e video ritraenti bambini. A causa di quest'altro reato, Ryan verrà anche iscritto al registro dei molestatori sessuali. Inoltre, dovrà risarcire Nintendo per un totale di 259,323 dollari, a causa dei danni arrecati.

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