Tactics Ogre Reborn, che succede? Il filtro anti volgarità vieta i nomi di default

Tactics Ogre Reborn, che succede? Il filtro anti volgarità vieta i nomi di default
di

Il GDR strategico Tactics Ogre Reborn è disponibile solo da pochi giorni, eppure sono già in tanti a lamentarsi per le 'restrizioni' applicate da una delle funzioni integrate da Square Enix, ovvero il filtro anti volgarità.

Come segnalato da numerosi appassionati della saga di Tactics Ogre che hanno deciso di rituffarsi nelle atmosfere della versione rimasterizzata di Let Us Cling Together, il filtro automatico che viene utilizzato da Square Enix per 'moderare' il testo inserito dai giocatori per indicare il nome del proprio alter-ego risulta essere talmente restrittivo da considerare 'parole vietate' persino i termini consigliati dal gioco nelle primissime fasi dell'avventura.

Immettendo una data di nascita compresa tra il 2 e il 25 giugno, ad esempio, il gioco consiglia agli utenti di utilizzare per il proprio personaggio il nome di battaglia di Flamescale: la scelta di questo nome di default viene però bloccata dal filtro anti volgarità del titolo poiché "il testo contiene parole vietate. Per favore, cambialo".

Secondo alcuni, il filtro interverrebbe in questo caso per la presenza nel termine Flamescale della parola "mescal", un'abbreviazione della droga allucinogena conosciuta come mescalina. Altri, invece, puntano il dito sulla parola "lame" ("zoppo" in lingua inglese) contenuta sempre nel nome di battaglia suggerito dal gioco.

In attesa di un chiarimento da parte di Square Enix, vi ricordiamo che sulle pagine di Everyeye.it potete leggere la nostra recensione di Tactics Ogre Reborn.

Quanto è interessante?
2