The Last of Us 2 non meritava il GOTY a causa del crunch? Il pensiero di Geoff Keighley

The Last of Us 2 non meritava il GOTY a causa del crunch? Il pensiero di Geoff Keighley
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Pur essendo stato riconosciuto unanimamente dalla critica come una delle opere più mastodontiche della generazione videoludica appena passata, The Last of Us Parte 2 ha creato attorno a sé un clima di tensione e di forte polemica da parte della community dei giocatori.

Nel corso di una lunga intervista condotta da GameInformer.com a Geoff Keighley, noto organizzatore e conduttore dei sempre più prestigiosi Game Awards, sono tornati a farsi largo alcuni tra gli argomenti più spinosi che hanno reso la vita difficile a Nei Druckmann e compagnia sin dallo scorso maggio.
Sappiamo molto bene come diversi giocatori siano rimasti più che delusi da alcune delle scelte narrative attuate da Naughty Dog per il suo action-survival, ma ciò che spinge tanti ad affermare che l'esclusiva Sony non si sarebbe dovuta aggiudicare il premio di Gioco dell'Anno durante i TGA 2020, è che stando a diversi report i vertici della software house hanno costretto i propri dipendenti a lunghe e stressanti sessioni di crunch durante le fasi dello sviluppo.

È forse giunto il momento di tenere in considerazione un fattore del genere nel momento in cui si va a candidare, ed eventualmente premiare un videogame durante i TGA? Ecco il pensiero di Keighley al riguardo:

"Ciò che dirò su The Last of Us è che abbiamo il nostro premio 'Player's Voice', che è determinato al 100% dal voto dei fan, partito con 30 giochi in ballo e finito con - beh, lo sapete - The Last of Us e Ghost of Tsushima. Quindi l'opinione dei fan non è messa da parte. Ovviamente, alle volte ci saranno delle controversie. Online leggo sempre di commenti secondo i quali i Game Awards sarebbero uno show 'pilotato'. Certo, le persone posso dire ciò che vogliono, ma non c'è evidenza di questo.

Penso che quella riguardante la cultura lavorativa degli studi di sviluppo sia una giusta discussione da avere. Ma è difficile determinare quanto questo aspetto debba incidere in merito ai premi. Diventa difficile, no? Perché allora dovresti guardare le diverse software house e dire: questo è eleggibile, questo non lo è. Quindi noi tendiamo ad includere tutti, e sta a chi vota decidere se questi fattori debbano influenzare la propria scelta".

Insomma, secondo Keighley non è compito dell'organizzazione del suo show dover emanare un giudizio in merito ai diversi modus operandi delle software house. E voi cosa ne pensate? La cultura lavorativa deve incidere sulla valutazione finale di un videgioco e sulle assegnazioni dei premi ai prossimi Game Awards? Fateci sapere la vostra nello spazio dedicato ai commenti.

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