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La notizia di The Last of Us 2 bannato in Medio Oriente ha fatto il giro del mondo e scosso molti appassionati che, vivendo in Paesi come l'Arabia Saudita, il Kuwait o gli Emirati Arabi Uniti, attendevano con impazienza l'uscita del kolossal di Naughty Dog. Eppure non è la prima volta che i giochi sono sottoposti a censura.

Da DOOM ai casi eclatanti legati, ad esempio, al blocco nella vendita dei videogiochi occidentali in Cina e alla loro riproposizione in una versione "edulcorata", la storia dell'industria dell'intrattenimento digitale è costellata di censure che, per un motivo o per l'altro, hanno influito sulle strategie commerciali e sulla visione artistica di sviluppatori e produttori.

Pur con tutti i distinguo del caso, le scuse addotte da chi ha ordinato il divieto di commercializzare in Medio Oriente The Last of Us Parte 2 non sembrano essere meno "giustificabili" delle scelte operate, ad esempio, da chi ha deciso di censurare i contenuti esplici su PlayStation. E che dire allora delle modifiche apportate a titoli come Resident Evil 2 che, in casi come quello della sua Demo giapponese, non presentano scene di violenza esplicita per rispettare le disposizioni governative?

A tal proposito, vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento sui tipi di censura nei videogiochi e i casi più eclatanti, ma prima vi lasciamo in compagnia del nostro ultimo video speciale dedicato al caso della vendita vietata di The Last of Us 2 in Medio Oriente.

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