The Last of Us Part 2 e l'arte del depistaggio: analizziamo il capolavoro di Naughty Dog

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È passato un mese dal lancio di The Last of Us Part 2, e sono ormai in tantissimi ad aver raggiunto la fine del nuovo viaggio di Ellie e Joel. L'opera di Naughty Dog, in ogni caso, nonostante sia identificata dai più come un capolavoro generazionale, si è anche rivelata divisiva, come dimostrano i pareri contrastanti reperibili in giro.

Le discussioni, tra l'altro, sono cominciate anche prima del lancio, quando si è verificato un vero e proprio terremoto in rete, che ha segnato una delle peggiori pagine della recente storia videoludica, con pregiudizi, critiche prive di fondamenta e review bombing insensato. È pur vero, tuttavia, che questo turbinio di controversie appare in un certo senso coerente con la strategia messa in atto dai vertici di Naughty Dog, volta all'inganno.

Lo studio californiano, Neil Druckmann in particolare, ha infatti seguito l'esempio del re dei depistaggi in persona, Hideo Kojima, manipolando le aspettative del pubblico per poi sorprenderli in alcuni dei momenti cardine della storia di The Last of Us Part 2. Il nostro Alessandro Bruni ha analizzato la condotta di Naughty Dog, e nel farlo ha necessariamente discusso di alcuni risvolti fondamentali della trama, finale incluso. Alla luce di ciò, consigliamo la visione del Video Speciale allegato in cima a questa notizia solamente a coloro che hanno raggiunto i titoli di coda. Tra le nostre pagine trovate anche l'approfondimento sull'arte del depistaggio di The Last of Us Part 2.

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