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Torneo di Call of Duty Warzone rovinato da shadow ban casuali: pro furiosi con Activision

Torneo di Call of Duty Warzone rovinato da shadow ban casuali: pro furiosi con Activision
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La scena esport di COD Warzone sembra davvero in pericolo. Dopo le molteplici accuse di mancanza di interesse rivolte dai giocatori professionisti ad Activision, un altro episodio rende ancora più buia l’atmosfera tra sviluppatori e pro: un torneo da 25mila Dollari di montepremi è stato rovinato da shadow ban casuali.

Innanzitutto, cos’è uno shadow ban? Molto semplicemente si tratta di un ban non esplicito dalle lobby tradizionali di Call of Duty Warzone che porta le “vittime” a giocare con altri hacker. In mancanza di avvisi chiari da parte di Activision Blizzard, i giocatori spesso si accorgono del ban dopo qualche settimana ma, nel caso del torneo 2v2 organizzato da BoomTV e con 25.000 Dollari in palio, i professionisti coinvolti si sono accorti immediatamente di non poter più competere.

In realtà, la competizione in questione è stata colpita duramente da più problemi: in primis, lo stream sniping da parte di altri giocatori e hacker che hanno invaso la lobby dedicata compromettendo lo svolgimento regolare del torneo. Successivamente, però, diversi giocatori sono stati colpiti da Activision con uno shadow ban completamente inaspettato. Un caso eclatante è Jukeyz, uno dei pro player più importanti della scena di COD Warzone che, come potete vedere dal tweet in calce alla notizia, se l’è presa sarcasticamente con Activision.

Non sono mancate altre segnalazioni da giocatori e utenti che stavano seguendo con piacere l’evento, ma non c’è ancora una risposta ufficiale da parte degli sviluppatori. Ciò che è certo è che non si tratta affatto di un segnale positivo per la scena competitiva del battle royale firmato Call of Duty.

Activision resta però particolarmente attiva contro i cheater, come ha mostrato la denuncia nei confronti dell'azienda EngineOwning.

FONTE: Dexerto
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