Trofei ed Obiettivi 'sono stati un male per i giochi', dice un autore di Mirror's Edge

Trofei ed Obiettivi 'sono stati un male per i giochi', dice un autore di Mirror's Edge
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Ormai da tanti anni Trofei ed Obiettivi sono una consuetudine all'interno di qualunque titolo PlayStation e Xbox. Mettersi d'impegno per completare ogni singola sfida, e raggiungere così il Trofeo di Platino o tutti i punti previsti da un gioco, è ormai una tradizione per innumerevoli giocatori.

Con il passare del tempo si sono anche create vere e proprie community dedite alla caccia di tali ricompense, e con enorme probabilità continueranno ad essere una certezza del panorama videoludico anche negli anni a venire. Eppure, non tutti vedono di buon occhio questa feature ormai consolidata, sostenendo che al contrario non abbia arricchito il panorama videoludico. E' di questo parere Fredrik Thylander, oggi in forza ad Ubisoft Massive ma in passato membro di DICE, che ha contribuito alla creazione della lista Obiettivi per l'originale Mirror's Edge.

"Opinione impopolare: gli Obiettivi/Trofei sono stati un male per il gaming. Limitano i giochi, stravolgono e distolgono l'attenzione, e consumano risorse che potevano essere utilizzare per rendere migliore un prodotto", afferma Thylander suscitando l'attenzione dei suoi follower, tra chi condivide le osservazioni dell'autore e chi è in disaccordo sottolineando come Trofei ed Obiettivi siano un incentivo per la rigiocabilità e per approfondire in maniera più consistente un gioco.

Cosa ne pensate delle parole di Thylander? Per restare in tema, ecco quali sono i giochi più difficili da platinare. Sapete anche qual è stato il primo gioco PlayStation a supportare i Trofei?

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