Videogiochi dipendenza e cocaina: psicoterapeuti e accademici scrivono al Senatore Cangini

Videogiochi dipendenza e cocaina: psicoterapeuti e accademici scrivono al Senatore Cangini
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La primavera italiana ha portato con sé un nuovo dibattito relativo alla complessa tematica della dipendenza videoludica. Il tutto ha mosso i propri passi dalle parole controverse del Senatore Andrea Cangini.

Il deputato di Forza Italia è infatti recentemente apparso sulle pagine di attualità per le parole spese sul tema e con le quali ha equiparato la dipendenza da videogiochi a quella generata da droghe quali la cocaina. L'intervento del politico Andrea Cangini - trasmesso nel corso di un servizio del TG1 - ha rapidamente condotto alla mobilitazione di esperti del settore, che hanno deciso di rispondere al Senatore con una lettera aperta.

Promotori dell'iniziativa sono la Psicoterapeuta Viola Nicolucci, il giornalista Mario Petillo e l'accademico Francesco Toniolo. A questi ultimi si sono accodati numerosi psicologi, psicoterapeuti, giornalisti videoludici, sviluppatori ed esperti del settore. Con l'obiettivo di favorire una riflessione costruttiva sul tema, la lettera aperta rivolta al Senatore di Forza Italia affronta molteplici tematiche, tra le quali trova spazio il rischio di eccessiva generalizzazione, basata su dati non concreti, ma su semplici percezioni soggettive. "I media - si legge nella lettera aperta - fomentano l’ansia del pubblico, descrivendo il fenomeno attraverso semplificazioni che talvolta sfociano nella banalizzazione e portano all’amplificazione. Spesso in questo ciclo intervengono figure appartenenti alle autorità, che sposano l’opinione pubblica per conquistarne il consenso. Il panico finisce così per stigmatizzare i videogiochi e presentare i giovani descritti come vittime passive, dipendenti e incapaci di autodeterminarsi. In passato ad esempio sono stati oggetto di panico morale la musica rock e i giochi di ruolo e oggi è il turno delle nuove tecnologie con i social media e i videogiochi. Il panico nasce da una disconnessione tra generazioni, dove chi è nato prima definisce le proprie esperienze come misura del bene e del male".

Nel riportare questo stralcio del documento, vi invitiamo alla sua lettura integrale, tramite il seguente link alla lettera aperta rivolta al Senatore Cangini.

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