La violenza nei videogiochi: da The Last of Us Part 2 a Hotline Miami

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Il tasso di brutalità sfoggiato nell'ultimo State of Play di The Last of Us Part 2 ha riacceso un dibattito che esiste fin dagli albori del nostro medium preferito: la violenza nei videogiochi.

Esiste un limite per la violenza nei videogiochi? Un prodotto che la include, può essere considerato arte? Questi e molti altri interrogativi ci hanno spinto a dedicare all'argomento un articolo approfondito nel quale abbiamo esaminato le caratteristiche dei giochi che basano gran parte della loro esistenza su di essa, a partire proprio da The Last of Us Part 2. Secondo il director Neil Druckmann, "la violenza presente nel mondo di gioco non è violenza gratuita". A nostro modo di vedere, la scelta di aprire il nuovo video gameplay con l'uccisione di una ragazza (proprio come Ellie) che gioca a Hotline Miami (su PlayStation Vita) non può essere velocemente considerata come un semplice caso. Nel gioiello di Devolver Digital, il protagonista uccide brutalmente uomini, donne e anche cani - svolgendo in modo impetuoso il suo lavoro da sicario, senza esitazioni e ripensamenti.

C'è tanto, tantissimo su cui riflettere, per cui vi invitiamo a guardare il video speciale che abbiamo allegato in cima a questa notizia, e a leggere il lungo approfondimento sulla violenza nei videogiochi curato da Giulia Martino.

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