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Con l'arrivo della nuova mandata di giochi EA con FPS Boost su Xbox Series X/S, il collettivo di Digital Foundry non si è lasciato sfuggire l'occasione di rituffarsi negli universi digitali dei titoli EA Play retrocompatibili per scoprire come se la cavano con l'opzione che "mette il turbo" al framerate.

Prendendo spunto da quanto sperimentato nei primi giochi che hanno inaugurato il sistema FPS Boost, i test di DF riflettono il lavoro profuso da Microsoft e testimoniano le potenzialità di questa tecnica che mette la potenza computazionale di Xbox Series X e Series S al servizio della retrocompatibilità.

I possessori di una TV o un monitor compatibile con lo standard 120Hz possono perciò spingere fino ai 120 frame al secondo titoli come Battlefield V o Mirror's Edge Catalyst: a detta di Digital Foundry, l'esperienza di gioco offerta dall'FPS Boost risulta essere particolarmente stabile, con limitati cali di framerate ravvisabili nelle scene più concitate di giochi come Titanfall 2 o Battlefield 4.

Nei precedenti test condotti da DF, i giornalisti "tecnoludici" legati ad Eurogamer.net hanno provato l'FPS Boost dei giochi Bethesda su Xbox Series X/S ed evidenziato i benefici offerti dalla tecnologia di Microsoft. Come nel caso dei titoli EA interessati dall'ultimo aggiornamento, anche in giochi come Prey o Dishonored l'aumento del framerate ha coinciso con un sensibile miglioramento dell'esperienza di gameplay, merito della maggiore fluidità delle animazioni e dell'ulteriore abbattimento dei tempi di caricamento rispetto alle controparti last gen per X360, Xbox One e One X.

Se volete saperne di più su questa funzionalità esclusiva delle console next gen della casa di Redmond, vi rimandiamo al nostro approfondimento a firma di Riccardo Arioli Ruelli su come funziona FPS Boost per Xbox Series X/S.

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